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Matrimonio o convivenza? Le differenze davanti al fisco e alla legge

Niente coniuge a carico, niente detrazioni fiscali per l'altro e imposte di successione molto più alte. Ecco le disparità per le coppie di fatto

Pubblicato il in Soldi

coppie fisco
Due cuori e una capanna. Se ancora c'è qualcuno che crede alla vecchia formula della felicità, non ha fatto i conti col fisco e col Codice civile. Perché davanti alla legge non tutti gli amori sono uguali. La battaglia delle coppie di fatto per la completa parità di diritti è ancora lunga e il matrimonio resta ancora lo spartiacque in molti campi, dall'eredita ai benefici fiscali. Non essere sposati, in altre parole, crea diversi svantaggi dal punto di vista economico.

Non solo. In alcuni casi anche una coppia formalmente separata ha dei vantaggi fiscali che sono negati a chi vive insieme felice e contento ma senza "le carte in regola". Una disparità di trattamento che, dopo il matrimonio d'interesse, ha creato anche l'ipotesi della "separazione d'interesse".

Mettiamo a confronto i diritti di una coppia sposata e di una semplicemente convivente davanti ad alcuni "appuntamenti" burocratici.

Fisco

  
Coppia sposata

  
Coppia di fatto

Coniuge a carico






Se lavora solo uno dei due coniugi, l'altro può risultare fiscalmente a carico. Significa che il coniuge con reddito da lavoro ha diritto a detrazioni fiscali calcolate direttamente in busta paga.


Il convivente non può risultare fiscalmente a carico e l'altro non ha diritto a nessuna detrazione.




Spese
mediche







Possono esser detratte (nel limite del 19%) anche dall'altro coniuge (che non le ha materialmente sostenute) se quest'ultimo ha maggiore "capienza fiscale" (cioè un reddito sufficiente per detrarre le spese).


Ognuno può detrarre solo le sue spese e quindi se uno dei due conviventi ha un reddito troppo basso perde il diritto alla detrazione (salvo far intestare fittiziamente la fattura all'altro, cosa che però rappresenta un illecito).



Mutuo






Se la casa è cointestata gli interessi sul mutuo possono essere detratti anche da uno solo dei due coniugi, sempre in base alla capienza fiscale.


Anche in questo caso ognuno può detrarre solo la sua parte col rischio di perdere una parte di detrazione.



Assegno di mantenimento










L'assegno pagato da un coniuge all'altro in caso di separazione (i cosiddetti "alimenti") può essere detratto interamente dal reddito. Si arriva al caso-limite di organizzare separazioni fittizie al solo scopo di utilizzare il beneficio fiscale (mentre i coniugi continuano a vivere insieme tranquillamente).


La convivenza non è riconosciuta civilmente e non dà diritto a nessun assegno di mantenimento in caso di separazione.








Successioni




nella coppia














Il coniuge è un'erede legittimo dell'altro, nel senso che ha diritto per legge, anche in mancanza di testamento, a una quota di eredità dell'altro:
1/3 se ci sono 2 o più figli,
1/2 se c'è un solo figlio,
2/3 se ci sono solo ascendenti e/o collaterali (genitori/fratelli).

La successione tra coniugi (fino a un valore di 1 milione di euro) è esente da imposte.


Non c'è successione legittima tra conviventi, quindi il partner non ha diritto automaticamente a una quota di eredità. L'unico modo per lasciargli i propri beni è fare testamento.

Sul valore della successione si paga un'imposta dell'8% (superiore a quello che pagherebbe un cugino, il 6%).






verso i figli


















I figli nati all'interno del matrimonio ("figli legittimi") sono eredi legittimi, come il coniuge, e non pagano imposte di successione.















I figli di genitori non sposati ("figli naturali") ma riconosciuti da entrambi hanno gli stessi diritti di figli legittimi nei confronti dei genitori. Giuridicamente però non hanno legami con ascendenti e collaterali dei genitori, quindi coi loro nonni o zii.

Questo ha un peso non tanto per questioni di eredità (perché se il padre muore prima del nonno, il nipote "naturale" diventa comunque erede del nonno "in rappresentanza" del padre defunto) ma per questioni di affidamento in caso di perdita di entrambi i genitori: nonni e zii formalmente sono degli estranei (ma quasi sempre il giudice tiene conto dei legami affettivi reali per disporre l'affidamento). Un disegno di legge in corso di approvazione dovrebbe eliminare anche queste ultime differenze.
(A.D.M.)