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Pensioni, la manovra aiuta i precari: ora possono sommare tutti gli spezzoni contributivi

Una nuova speranza pensionistica per i lavoratori atipici: valgono anche i periodi di contribuzione inferiori ai 3 anni e presso casse previdenziali diverse

Pubblicato il in Soldi

totalizzazione contributi
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Conciliare rigore ed equità è un'impresa difficile. Sulle pensioni, più che in altri campi, la manovra salva-Italia ci prova e, forse, ci riesce. Dando e togliendo a tutti, quasi con lo stesso zelo. Gli interventi più noti (e dibattuti) sono certamente l'allargamento del sistema contributivo a tutti i lavoratori, anche ai più anziani che ancora godono dei privilegi del retributivo (pensione commisurata all'ultimo stipendio) e l'innalzamento dell'età per andare in pensione.

Ma tra gli aspetti meno conosciuti c'è una buona notizia per i lavoratori atipici, meglio conosciuti come precari: l'ampliamento della possibilità di cumulo contributivo anche per periodi di contribuzione presso diverse casse o fondi previdenziali e di durata inferiore ai 3 anni.

Una norma che recupera lo "spezzatino contributivo"

Detto così sembra un dettaglio tecnico. Ma è una misura che può cambiare - e di parecchio - le speranze pensionistiche di molti lavoratori, giovani e no, che nella loro vita hanno collezionato una lunga serie di contratti flessibili (Cocopro e simili) con datori di lavoro diversi, e si ritrovano ora con uno "spezzatino" contributivo: versamenti all'Inps o ad altre casse previdenziali per brevi periodi e spesso non consecutivi fra loro.

La norma contenuta nella manovra fa sì che questi contributi non vengano buttati via, introducendo la regola della regola della "totalizzazione" che permette di raggiungere la pensione anche mettendo insieme pezzi sparsi e intermittenti di vita lavorativa. Finora la legge consentiva di sommare solo i periodi di lavoro superiori ai 3 anni: una regola discutibile che bloccava l'accesso alla pensione proprio ai lavoratori più sfortunati. "Cornuti e mazziati", per dirla in modo colorito. Ora questo limite minimo viene abolito e vengono calcolati i periodi di contribuzione di qualsiasi durata.

Alcuni requisiti della totalizzazione

•  Può essere utilizzata sia dai lavoratori dipendenti che dagli autonomi e consente di cumulare anche le due gestioni dell'Inps (nel caso di un lavoratore che ha versato sia come subordinato che come autonomo).

•  Si possono cumulare i contributi versati per più forme di assicurazione obbligatoria (o anche sostitutiva di quella obbligatoria) per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, e quelli versati alla casse di previdenza private degli ordini professionali.

•  Va distinta dalla "ricongiunzione". Con la totalizzazione i contributi si sommano "virtualmente", cioè ai fini degli anni necessari per raggiungere la soglia pensionistica, ma restano nelle diverse casse, ognuna delle quali pagherà la sua "fettina" di pensione. Con la ricongiunzione, invece, si chiede di far confluire i contributi sparsi in un unico istituto che poi pagherà l'intero assegno pensionistico.

•  Per questo motivo la totalizzazione è completamente gratuita, cioè non comporta costi aggiuntivi, mentre  la ricongiunzione è a titolo oneroso.

•  La domanda per la totalizzazione va presentata all'ultimo ente previdenziale a cui è iscritto il lavoratore. In caso di più enti l'interessato può sceglierne uno. Starà a questo ente interpellare tutti gli altri per avviare il procedimento di totalizzazione. (A.D.M.)