Non solo evasione: arriva la legge contro l'elusione fiscale. Ecco i comportamenti puniti

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"E' necessario incutere agli evasori un sano timore". Parola di Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, il nemico numero uno dei "furbetti" del fisco, il "braccio armato" della lotta all'evasione rilanciata dal governo Monti. Una guerra dichiarata su vari fronti: uno è sicuramente quello degli evasori veri e propri, al grido di "10, 100, 1000 Cortina". Un altro, forse più impegnativo, è quello della caccia all'elusione fiscale, una zona grigia di confine tra legalità e illegalità in cui è più difficile individuare i comportamenti fraudolenti.

L'argomento è all'ordine del giorno sia del governo che del parlamento con ben tre progetti di legge bipartisan. L'obiettivo comune è scovare e sanzionare quei comportamenti che sfruttano le pieghe del sistema fiscale (benefici e regimi di tassazione agevolati) per fini impropri. Intestazioni di beni di lusso a società di comodo, residenze all'estero e via dicendo: tutte attività formalmente "legali" ma attuate col solo scopo di pagare meno tasse.

Vantaggi legali per usi illegali

Il punto è proprio questo: distinguere nettamente un risparmio d’imposta legittimo da uno indebito. Per combattere l'elusione fiscale i progetti di legge rispolverano il concetto di abuso di diritto. La legge proibisce chiaramente tutti gli atti "privi di valide ragioni economiche diretti, pur senza violare alcuna specifica disposizione di legge, ad ottenere riduzioni d'imposta, rimborsi o risparmi".

A entrare nel mirino del fisco in questo caso non sono i piccoli contribuenti ma le grandi operazioni societarie e i grandi patrimoni. Sono quelli che pagano profumatamente i grandi studi di fiscalisti per trovare gli escamotage offerti dalla stessa legislazione tributaria. "Le regole create per pagare una volta sola, e per evitare al contribuente di pagare due volte, vengono distorte per non pagare mai", spiega dalle colonne della Repubblica Raffaello Lupi, uno dei massimi esperti di diritto tributario, con riferimento ai sofisticati meccanismi di elusione internazionale. Uno di questi si chiama "treaty shopping": si sceglie il paese in cui collocare una società - spesso una scatola vuota che serve solo a controllarne un'altra - in base al trattato contro le doppie imposizioni più vantaggioso o "elastico".

Ma anche restando in Italia i casi non mancano. Si vogliono smascherare, ad esempio, quei proprietari di immobili che creano società vuote col solo scopo di intestare a queste gli immobili stessi. Perché? Perché in caso di vendita, le tasse sono dimezzate rispetto a quelle di una persona fisica. Oppure quelle società che vanno a gonfie vele e "inspiegabilmente" acquisiscono società decotte: un modo per abbattere i profitti e pagare meno imposte. Giochi di prestigio che forse ora diventeranno più difficili. (A.D.M.)