Oltre i “Pilastri della Creazione”

Pubblicato il in QuiFinanza | Fonte: A.S.I.

L’immagine qui a sinistra, divenuta celebre col nome di “Pilastri della Creazione”, è senza dubbio una delle icone più rappresentative dell’Astrofisica in tutto il secolo passato. L’ha scattata 17 anni fa Hubble, il supertelescopio ESA-NASA, immortalando le singolari volute di gas interstellare e polvere avvistate tra i 5700 e i 6500 anni luce dalla Terra, all’interno di una delle aree più enigmatiche della nostra Galassia. Si tratta della “Nebulosa Aquila”, conosciuta fin dal ‘700 e nota anche come M16 o NGC6611: un giovane ammasso aperto di stelle associato a una nebulosa a emissione composta da idrogeno ionizzato, catalogata come IC 4703.   Oggi la Nebulosa Aquila torna agli onori delle cronache grazie al lavoro dei due telescopi spaziali dell’ESA Herschel e XMM-Newton, che grazie alle loro caratteristiche hanno potuto alzare il velo oltre le osservazioni di Hubble, costretto ad operare nella sola luce visibile. Hubble aveva “visto” i nidi - piccoli grumi conosciuti come ‘globuli gassosi di evaporazione’ o ‘uova’ - in cui nascono le giovani stelle che letteralmente  “scolpiscono” i cosiddetti “Pilastri Cosmici” o “Pilastri della Creazione”.