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Forex, l'investimento emergente. Come funziona e perché ci si può guadagnare

Fare soldi tuffandosi nel mercato più grande del mondo, quello delle valute. Il Forex dà possibilità di guadagno a chi sa osservare. I rischi e i vantaggi (anche fiscali)

Pubblicato il in Soldi

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Il cambiavalute. E non solo
Non solo Bot e conti deposito. Soprattutto ora che  lo spread si sta riducendo e i titoli di Stato italiani diventano più affidabili ma anche meno redditizi, per i risparmiatori che amano il brivido si apre una nuova "roulette" finanziaria. Con qualche rischio ma buone possibilità di guadagno. Si chiama Forex ed è un nome che da qualche tempo ricorre spesso sui media e in rete. Sta per Foreign Exchange Market, in pratica il mercato di scambio delle valute.

Non stiamo parlando di un nuovo mercato finanziario: il Forex esiste dal 1971, quando i cambi tra le valute sono stati liberalizzati (prima erano legati a una sorta di rapporto fisso col dollaro in base agli accordi di Bretton Woods del 1944). Ma  da alcuni anni, con la diffusione del trading online, il Forex non è più riservato solo alle banche e ai grandi investitori istituzionali, ma è alla portata dei piccoli risparmiatori. Si possono cioè investire anche somme modeste e avere discreti guadagni. E' il motivo per cui questa forma di investimento sta crescendo al ritmo del 30% all'anno.

Alcune regole per navigare in un oceano enorme

Come per tutti gli investimenti che comportano un rischio, prima di metterci i propri soldi è bene sapere che cosa si sta maneggiando. Cominciamo col dire che stiamo parlando del più grande mercato del mondo sia come volume di scambi (più di 1.900 miliardi di dollari al giorno) sia come estensione (in realtà non ha né un luogo fisico, perché le contrattazioni avvengono in tutto il mondo per telefono e online, né un limite temporale, perché gli scambi si svolgono 24 ore al giorno con la sola eccezione dei weekend).

Già da queste premesse si può capire che la prudenza è d'obbligo, specie per i neofiti. Il Forex si caratterizza anche per l'estrema volubilità perché i fattori che influenzano i cambi delle valute sono tantissimi. E' un mercato in cui agiscono i governi, le grandi banche, le multinazionali e una miriade di investitori privati.

Come  per le azioni di Borsa, si  tratta di scommettere sull'andamento di un "titolo", che in questo caso è una moneta nazionale: si acquista (posizione "long") quando si pensa che le quotazioni aumenteranno e si vende quando si teme che si abbasseranno (posizione "short") magari per ricomprare la stessa valuta pochi giorni dopo a un prezzo più basso.

E' quindi fondamentale, prima di investire, monitorare per un certo periodo l'andamento delle valute e capire che cosa condiziona gli eventuali sbalzi. Il che significa interessarsi non solo di finanza ma anche di economia e politica internazionale ed essere sempre aggiornati sugli scenari globali.

Può essere utile fare delle simulazioni. Le banche e le società di trading online - gli unici veicoli con cui il piccolo risparmiatore può accedere al Forex - offrono spesso ai clienti degli accessi “demo” con cui esercitarsi prima di tuffarsi nel grande mare.

Troppo veloce per il fisco

La fortuna di questo strumento è data anche dalla sua "agilità" rispetto al fisco. I proventi del  trading sui mercati valutari sono tassati solo se le valute acquistate superano il controvalore di 51.645,69 euro (vecchi 100 milioni di lire) e vengono conservate più di 7 giorni lavorativi. Ma proprio per l'altissima volubilità del mercato, la stragrande maggioranza delle transazioni (acquisto e vendita) avviene nell'arco della stessa giornata. Di fatto è un guadagno esentasse. (A.D.M.)