Fmi-Merkel in rotta di collisione su soluzioni Eurozona

Pubblicato il in QuiFinanza | Fonte: TMNews

Capitalizzazione diretta delle banche da parte dei fondi di salvataggio europei, senza passare dai prestiti agli Stati, più "forme limitate di debito comune" ossia eurobond, e una politica monetaria "creativa e inventiva" per sostenere l'economia: a chiedere che l'Eurozona, per uscire dalla sua lunga crisi, adotti finalmente queste soluzioni, non è più solo un paese del Sud Europa o la Francia di Hollande, ma nientemeno che il Fondo Monetario Internazionale, tramite il suo direttore Christine Lagarde, con l'appoggio esplicito del commissario europeo Olli Rehn e del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Ieri notte a Lussemburgo, durante la conferenza stampa conclusiva della riunione dei ministri dell'Eurozona, a cui ha partecipato, Lagarde ha atteso pazientemente il suo turno, dopo Juncker e Rehn, per esporre un rapporto dell'Fmi contenente sei raccomandazioni, tre di breve e tre di lungo termine, ma che dovrebbero comunque essere adottate subito, fra cui le due su ricapitalizzazione diretta delle banche e sugli eurobond, che sono delle vere e proprie mine lanciate in mare contro la corazzata tedesca, che continua ad andare dritta per la sua rotta. La collisione appare inevitabile. Che cosa ne pensa la Germania? "La preferenza dell'Fmi - risponde Lagarde al giornalista che glielo chiede - è che venga spezzato il circolo vizioso che lega banche e debito sovrano", per cui gli Stati ricapitalizzano le proprie banche nazionali accrescendo il proprio debito, così che aumentano i tassi d'interesse pagati per rifinanziarlo e si svalutano i bond in mano alle banche, che tornano a indebolirsi. "Nel fare questo tipo di rapporti - spiega ancora Lagarde - discutiamo con le controparti europee, le istituzioni Ue, la Bce, ma non con ciascuno Stato membro. Vogliamo fare in modo che le migliori soluzioni possano essere almeno esaminate. Certo noi speriamo che la saggezza prevalga". Nella conferenza stampa Lagarde parla con il coraggio e la visione politica che sono mancati così chiaramente finora ai dirigenti europei: "Bisogna ricostruire - dice - la visione di una unione che oggi è solo monetaria e che deve diventare anche unione finanziaria e di bilancio, e presentare anche una vera e propria dimensione economica". I cronisti ci riprovano, questa volta in francese, la sua lingua: "Alcune delle vostre proposte non piaceranno sicuramente ai tedeschi. Ne avete parlato con la signora Merkel?" Lagarde risponde in modo ancora più duro di quanto aveva fatto in inglese: "L'Fmi non è qui per far piacere all'uno o all'altro dirigente, ma per dire in coscienza e in modo onesto e candido ciò che ritiene più utile, più appropriato e più solido per l'Eurozona". (Segue) Loc