Catasto, con la riforma più equità per gli immobili. Valori fiscali più simili a quelli reali

in Tasse
Il catasto è forse l'emblema della burocrazia italiana. Un mondo di regole e formule ormai lontanissimo da quello reale. Sicuramente questo è vero per il valore degli immobili: la "fotografia" catastale è vecchia di decenni e non ha nulla a che fare con i valori di mercato attuali. Succede, ad esempio, che attici del centro storico (una volta classificati come "popolari" e ora invece di lusso) "valgano" catastalmente meno un bilocale di periferia.

Nella legge delega per la riforma fiscale appena varata, il governo ha inserito anche la riforma del catasto, con l'intenzione di riportare un po' di equità nei valori dei fabbricati che servono, peraltro, come base imponibile per il calcolo dell'Imu. L’obiettivo, appunto, è quello di commisurare il carico fiscale al valore reale dell'immobile.

Per raggiungerlo, la riforma prevede diversi interventi sui criteri di calcolo del valore. Ecco le principali linee-guida:

•  Cambio dell'unita di misura: il valore sarà calcolato in base ai metri quadri e non più ai "vani" dell’immobile. Un criterio sicuramente più oggettivo e matematico che eviterà vistose ingiustizie fiscali. Attualmente infatti

•  Rendita media ordinaria: sostituisce la rendita catastale come base imponibile per il calcolo delle imposte e sarà determinata dalla media dei canoni di locazione degli immobili della stessa zona (o "ambito territoriale") nei 3 anni precedenti. Questo valore verrà poi corretto con altri parametri come le caratteristiche edilizie, l'età dell'immobile ecc.

•  Divisione territoriale: i comuni saranno suddivisi in diversi “ambiti territoriali del mercato” per distinguere le zone di maggiore o minore pregio immobiliare. Un altro modo per fare una fotografia più realistica del valore delle case.

•  Valore patrimoniale: viene introdotto questo nuovo concetto per "personalizzare" i valori dei singoli immobili rispetto alle attuali categorie catastali che risultano troppo generiche e sempre più inadeguate a rappresentare la realtà del mercato. Il valore patrimoniale verrà calcolato con gli stessi parametri della rendita media (ubicazione dell'immobile, valori delle locazioni ecc.) e rapportato ai metri quadri di superficie.

 Le attuali categorie catastali (edifici residenziali)

 a/1: signorile in zone di pregio con caratteristiche superiori
 a/2: civile con caratteristiche costruttive di tipo residenziale
 a/3: economico
 a/4: popolare
 a/5: ultrapopolare (con rifiniture di bassissimo livello e servizi igienici in comune)
 a/6: rurale
 a/7: villini, anche plurifamiliari, con caratteristiche costruttive di tipo a/2 o a/3
 a/8: ville con parco o giardino in zone di pregio
 a/9: castelli o palazzi con pregi artistici o storici

In sostanza c'è da aspettarsi stangate sulle abitazioni nei centri storici delle città o nelle zone turistiche, ma anche sconti per quelle in periferia e in provincia. (A.D.M.)