Pensione: cosa cambia con la riforma del sistema previdenziale

Prenderemo di meno di prima e andremo in pensione sempre più tardi. E' l'effetto della riforma del sistema previdenziale

Pubblicato il in Soldi

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L'anno 2013 porta in 'dote' agli italiani 3 mesi in più di lavoro e circa il 3% in meno di assegno. Il gioco dei numeri è in realtà solo l'effetto delle prime scadenze previste della riforma Monti-Fornero. Dal 1° gennaio 2013 infatti, sul fronte previdenziale è scattato il primo di una serie di gradini periodici che riguarderanno il "quando" e il "quanto" della nostra pensione e in particolare:

l'adeguamento dell'età della pensione di vecchiaia alle aspettative di vita: il diritto scatterà
- per un dipendente uomo a 66 anni e 3 mesi, contro gli attuali 66 anni;
- per una dipendente donna a 62 anni e 3 mesi, contro gli attuali 61 (per le lavoratrici autonome a 63 anni e 9 mesi contro i 61 e mezzo di oggi);

i coefficienti di trasformazione cioè le percentuali di rivalutazione da applicare al "montante contributivo" per determinare la rendita previdenziale. Il 1° gennaio scatta la prima variazione dei coefficienti che è negativa per chi va in pensione con meno di 65 anni. Una perdita che varierà dal 2 al 4% del reddito.

L'effetto delle riforme

Un fronte sempre aperto, quello delle pensioni. Sono quasi vent'anni che i governi mettono mano al sistema previdenziale italiano, a partire dalla riforma Dini del '95, che introdusse il calcolo contributivo, fino all'ultimo intervento Monti-Fornero e quella che dovrebbe essere la "riforma definitiva" della previdenza pubblica obbligatoria (Inps e affini). Lo scopo, per tutti, è ridurre la più grossa voce di spesa del debito pubblico - quella per le pensioni, appunto - in un paese che invecchia e con una crisi economica di proporzioni globali in corso.

Per ottenere questo risultato sono state modificate, anche drasticamente, molte regole precedenti, prime fra tutte quelle sul limite d'età lavorativa e sul modo di calcolare la pensione. Ecco in sintesi che cosa è cambiato e a quanto ammonterà il nostro assegno previdenziale.