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Aumento dell'aliquota Iva: 580 euro in più all'anno per la nostra spesa

E' l'effetto calcolato da Confesercenti del possibile aumento di 2 punti delle tre aliquote Iva. Ma si rischia di affossare ancora di più l'economia e il gettito fiscale

Pubblicato il in Tasse

aumento aliquota iva
In Italia i conti non tornano. Nonostante i successi nella lotta all'evasione fiscale nei primi quattro mesi dell'anno, e il relativo ottimismo dell'Agenzia delle Entrate, il gettito annuale si annuncia inferiore alle aspettative. Per i contribuenti-consumatori italiani questo significa una cosa ben precisa: lo spettro di un ulteriore aumento dell'Iva. Che dopo quello del settembre 2011, che ha portato l'aliquota ordinaria dal 20 al 21%, potrebbe materializzarsi nel prossimo ottobre con un balzo di altri due punti per tutte le aliquote. Con questi risultati:
  l'aliquota ordinaria del 21% passerebbe al 23%,
  le aliquote agevolate del 4% e del 10% passerebbero rispettivamente al 6% e al 12%.

580 euro in più all'anno per la spesa

L'aumento delle aliquote avrebbe effetti pesanti sulla spesa degli italiani e sull'intera economia del paese. Secondo le stime di Confesercenti, l'associazione dei commercianti, l'aumento dell'Iva produrrà un rincaro di 576 euro all'anno per la spesa di una famiglia media (di cui 150 già avvenuto con l'aumento delle l'aliquota dal 20 al 21%). Senza contare la spirale inflazionistica che può innescarsi per il fatto che l'Iva incide non solo sul prezzo finale delle merci ma anche su tutti i costi intermedi (si pensi, ad esempio, al carburante per il trasporto delle merci).

Guarda di quanto aumenteranno i prodotti

Attualmente pagano le aliquota Iva ridotte, per esempio, le seguenti categorie di beni e servizi:
  al 4%: prodotti alimentari di base (pane e pasta, latte e formaggi, frutta e ortaggi), giornali, riviste e libri, servizi mensa per ospedali e scuole, opere edili per l'abbattimento delle barriere architettoniche;
  al 10%: determinati prodotti alimentari (carne e pesce, uova, zucchero, miele, vino, birra, acqua minerale), servizi alberghieri di ristorazione e altri prodotti turistici, e particolari opere di recupero edilizio.

Il rischio recessione

Per la stessa Corte dei Conti, la scelta di aumentare la pressione fiscale per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 (ora previsto anche dalla Costituzione) può creare impulsi recessivi. In altre parole l'aumento delle aliquote potrebbe portare un'ulteriore contrazione dei consumi con la duplice conseguenza di frenare ancor di più un'economia già in crisi e ridurre il gettito fiscale totale. Il danno e la beffa. (A.D.M.)