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Assicurazione obbligatoria sulla casa per le calamità naturali. Una proposta che fa discutere

Dopo il terremoto una proposta di legge introduce la polizza casa obbligatoria. L'ennesima tassa sulle abitazioni o la fine della "carità" dello Stato? Di' la tua

Pubblicato il in Soldi

assicurazione casa
Come accade in Italia per tutti i disastri naturali, all'indomani del terremoto in Emilia arrivano le idee per limitare i danni del prossimo evento catastrofico. Tra queste, la proposta di legge, firmata da Paolo Clemente, responsabile laboratorio rischi sismici dell'Enea, per l'introduzione di una polizza casa obbligatoria che copra contro i rischi di calamità naturali.

A onor del vero, questa volta non è (solo) una corsa a chiudere la stalla dopo la fuga dei buoi. Il tema di una assicurazione sui fabbricati contro i rischi da calamità è stato anche oggetto di un intervento legislativo precedente al terremoto: il decreto legge n. 59 del 15 maggio 2012 che riguarda il "riordino della protezione civile”. All'art. 2 il decreto prevede, in sostanza, forme di deducibilità fiscale per chi stipula polizze sulla casa o estende quella esistente anche ai danni per eventi naturali.

Una polizza volontaria...

Si tratta tuttavia di un'assicurazione volontaria che lo Stato vuole incentivare per alleggerirsi dei costi della ricostruzione. La legge prevede infatti una "esclusione, anche  parziale, dell'intervento  statale per i danni subiti da fabbricati".

Inutile dire che la norma ha scatenato le polemiche perché libera lo Stato, anche solo parzialmente, dall'obbligo di intervenire per la ricostruzione. In poche parole - dicono i più critici - chi non può permettersi una polizza "si arrangia".

Chiaramente i premi assicurativi varierebbero in base al rischio sismico della zona in cui si trova l'immobile e alle eventuali caratteristiche antisismiche dell''edificio. Ma in Italia il 70% degli edifici non è in regola con la normativa antisismica.

... o obbligatoria?

La successiva proposta del sismologo dell'Enea, invece, prevede un'assicurazione obbligatoria, come quella per l'auto. Ma è destinata a buttare altra benzina sul fuoco della polemica perché introdurrebbe un'altra "tassa" sulla casa, già abbastanza colpita dalla nuova Imu.

Ma c'è anche qualcuno che difende l'idea. Dal sito lavoce.info, l'economista Donatella Porrini, a proposito di Rc-casa contro le calamità, sostiene che "nel nostro paese attraverso le assicurazioni si potrebbe superare l’impronta assistenzialista del sistema vigente, caratterizzato da risarcimenti esclusivamente da parte dello Stato, pressoché illimitati e finanziati, praticamente sempre, da una tassazione straordinaria". L'autrice è critica verso la polizza su base volontaria: "le polizze di questo tipo sono poco diffuse e scarsi sono gli incentivi ad assicurarsi, anche per l’effetto del cosiddetto 'charity hazard' che deriva proprio dall’aspettativa di un totale rimborso pubblico".

Inoltre la polizza obbligatoria, con premi proporzionali alla rischiosità effettiva dell'immobile, spingerebbe gli assicurati ad adeguarsi alle norme antisismiche.

Ma per introdurre una polizza obbligatoria sulla casa che sostituisca il ruolo dello Stato "le compagnie dovrebbero agire in un mercato di dimensioni tali da consentire la gestione in 'pool', il ricorso alla riassicurazione (la compagnia che assicura le proprie polizze con un'altra per ripartire il rischio, n.d.r) e un’eventuale partecipazione pubblica". Succede già così in Spagna e in Francia, con buoni risultati. Ma per non diventare l'ennesimo balzello, il sistema ha bisogno di sgravi e incentivi davvero efficaci. (A.D.M.)