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Conti correnti, titoli di Stato, azioni: come salvare i risparmi dalla crisi?

La tensione è lecita, ma ora più che mai non bisogna perdere la testa. Euro in crisi, Borse e buoni del tesoro nel mirino, azioni alla roulette russa. Come comportarsi?

Pubblicato il in Soldi

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In Grecia, l'assalto dei risparmiatori alla diligenza (dei propri soldi), è cominciato da tempo: i correntisti continuano a ritirare milioni di euro dalle banche elleniche, nell'ordine di 100, 500 milioni al giorno; tra i 5 e i 6 miliardi nel mese di maggio; oltre 80 miliardi dall'inizio della crisi, nel 2009.
Il timore è giustificato dal rischio di bancarotta degli istituti di credito e dalle misure di emergenza ipotizzate dai servizi tecnici della UE nel caso in cui un Paese esca dall'Euro ex abrupto. In una tale eventualità, le misure evidenziano la sospensione dei prelievi bancomat per un certo periodo per evitare il collasso del sistema, rigorosi controlli alle frontiere, radicali limitazioni alle libertà finanziarie, blocco immediato della liquidità immessa dalla Bce nel circuito bancario. Oltre naturalmente al tracollo del valore della moneta, in caso di ritorno alla valuta ante-Euro.

L'Italia non è la Grecia, ma l'allarme di Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale, sui rischi che corre la moneta europea valica i confini dell'Ellade.
Eccesso di scrupoli o senso della realtà fanno sì che nel nostro Paese la tensione sia alta, e i risparmiatori si chiedono che fare
Come mettere al riparo i risparmi che restano? Come difendersi dal rischio di collasso?
Sul tema, dispensa alcuni consigli il Corriere della Sera, in un articolo rivolto ai risparmiatori, che considera le possibilità offerte da conti correnti, titoli di Stato e azioni.

Conti Deposito
Il disperato bisogno di liquidità che investe oggi le banche fa sì che l'offerta di conti correnti a rendimenti vantaggiosi (3,4% netto), a fronte di un impegno a parcheggiare il capitale per un anno, sia un'opportunità interessante per il rispamiatore che non vuole rischiare (il Fondo di garanzia tutela depositi fino a 100 mila euro)  e che comunque pareggia i conti con l'inflazione. Senza escludere il vantaggio fiscale dovuto al calo dell'aliquota, scesa dal 27% al 20%. Le offerte sono molteplici e occorre l'accortezza di verificare alcune possibili insidie. Come la presenza di clausole che limitano ai primi mesi la validità del tasso di interesse promesso o le condizioni per eventuali prelievi anzitempo.

Titoli di Stato
Parola chiave: diversificare il portafoglio. I rendimenti dei titoli nostrani (parliamo di Bot e Btp) sono ancora molto elevati per guadagnarsi piena fiducia. Il consiglio, per chi ha già investito in questa direzione, è di rimanere fermo e di puntare alla scadenza. Chi invece si trova in vena di fare compere ed è sufficientemente portato a vedere il bicchiere mezzo pieno, può considerare come investimento dei Btp a prezzi di saldo (come il titolo a tre anni). Consigli per gli acquisti: scadenze non troppo lunghe e obbligazioni battenti bandiere diverse.

Azioni
Chi se la sente di giocare alla roulette? Piazza Affari patisce la debolezza del sistema Italia, anche se sono proprio i titoli bassi che solleticano l'interesse degli investitori non di primo pelo. Si distinguono dalle tendenze depresse della Borsa nostrana, secondo il Corriere, alcuni titoli legati al mercato internazionale, come Luxottica, Safilo, Ferragamo, oppure Autogrill, Amplifon, Campari, Yoox.  Come per le obbligazioni, vale la raccomandazione di un portafoglio cosmopolita, che non dimentichi le azioni dei Paesi Emergenti.