Conti correnti a rischio? Quando la banca nega l'accesso ai propri risparmi: cosa accade e come tutelarsi

in Soldi
Non è la prima volta che una banca nega ai propri correntisti l'accesso al capitale depositato. Succede oggi, ai 28mila clienti di Banca Network, ma solo un paio di anni fa era già successo al Banco Emiliano Romagnolo, con il congelamento dei conti correnti, su disposizione della Banca d'Italia.
Immaginate da un giorno all'altro di non poter più eseguire prelievi allo sportello bancomat, di avere i Rid respinti al creditore, di non poter accedere al proprio conto corrente. Persino i vostri titoli in deposito  -e quindi non lasciati alla banca come il denaro contante - possono essere bloccati.

Innanzitutto è bene sapere che, come tutte le aziende, anche le banche possono fallire. Ma questo non significa automaticamente perdere i propri risparmi. In Italia, come negli altri paesi europei, esiste un Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) che scatta in caso di insolvibilità di un istituto e copre fino a 100mila euro per ogni intestatario del conto.
Il rimborso, in base al nuovo regolamento, deve avvenire deve avvenire dopo 20 giorni lavorativi (con una proroga di altri 10 giorni per circostanze eccezionali) dalla data in cui viene emesso il provvedimento di liquidazione da parte della Banca d'Italia.

Anche con il Fondo interbancario tuttavia non può fare miracoli. L'effetto domino, la profezia che si auto-avvera, è uno degli eventi più temuti. Nessuna banca infatti riesce a reggere a un prelievo di contante superiore alla propria riserva di liquidità (la quota di depositi che ogni banca conserva in forma liquida o tiene investiti in strumenti liquidizzabili rapidamente) per far fronte alle normali domande di ritiro dei risparmiatori.  Se troppi correntisti ritirano i propri risparmi in contemporanea, la riserva di liquidità salta e la banca diventa insolvente. E se l'insolvenza si diffonde a macchia d'olio il Fidt non riesce a fare fronte alle richieste.

Ma il vero pericolo è l'insolvenza degli Stati. Nella remota ipotesi di un crack esteso a tutta Eurolandia, in un'apocalisse finanziaria internazionale, con gli Stati in bancarotta, le obbligazioni ridotte a carta straccia e l'Euro cui intonare un requiem... Esiste un modo per salvare i propri risparmi? "Trasformare i propri denari in banconote non dell'area dell'euro". E' quanto consiglia il professore Beppe Scienza, in una recente intervista, in cui suggerisce di "prelevare dalla banca il proprio denaro, cambiare valuta (in franchi svizzeri, sterline britanniche, dollari americani o canadesi...) e tenere il tutto in cassette di sicurezza".

GLI ISTITUTI A RISCHIO
La Banca d'Italia ha stilato l'elenco dei 10 istituti di credito in amministrazione straordinaria (aggiornato allo scorso 8 maggio), ovvero le banche di cui si cerca di evitare il fallimento preservandone il patrimonio, ma che rilevano gravi criticità dovute a carenze amministrative, violazione di norme antiriciclaggio, perdite patrimoniali. Ecco la black list degli sportelli che oggi fan tremare i correntisti:

- Delta SediciBanca spa (Bologna-Roma)
- Banca di Credito Cooperativo (Cosenza)
- CARIM - Cassa di Risparmio di Rimini (Rimini)
- Bcc di Tarsia (Cosenza)
- Bcc "Luigi Sturzo" di Caltagirone (Catania)
- Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto (Salerno)
- Bcc di Tarsiaspa (Milano)
- Istituto per il Credito Sportivo (Roma)
- Banca Tercas - Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo (Teramo)
- Bcc Monastir e del Sile (Treviso)

A queste banche si aggiungono due intermediari non bancari (SGR, società risprmio gestito): Total Return SGR (Mantova), Cape Regione Siciliana SGR (Palermo).