Decolla il social lending, il prestito tra privati che fa concorrenza alle banche

in Soldi

In inglese social lending, in forma ibrida prestito peer-to-peer, in italiano prestito tra privati.
Si affaccia nel nostro Paese qualche anno fa, come sistema per ottenere liquidità tra privati e oggi sta assumendo le connotazioni di un vero e proprio modello finanziario.

Le ragioni del successo sono evidenti: le banche, a corto di liquidità, erogano prestiti con difficoltà, imponendo sovente condizioni difficili; il prestito tra privati mette in contatto direttamente creditore e contraente, i tassi del prestito sono mediamente inferiori di due punti percentuali rispetto a quelli degli istituti di credito e il servizio è aperto anche ai lavoratori atipici, cioè persone assunte con contratto a progetto o a tempo determinato. Viceversa, chi presta denaro percepisce una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dal mercato bancario (quasi il doppio rispetto ai conti deposito e ai Btp) e considera il sistema una forma di investimento assai remunerativa.


COME FUNZIONA
Il prestito tra privati non è un sistema 'fai da te'. Si tratta di un servizio erogato online da società accreditate, attraverso piattaforme vigilate da Banca d'Italia, che predispongono strumenti di sicurezza per tutelersi da rischi di insolvenza e per recuperare eventuali crediti inevasi. Ogni utente che richiede un prestito viene classificato in base al livello di affidabilità, in modo del tutto simile a quello assegnato dalle banche: più il livello è basso e più i tassi di interesse dovrebbero essere alti per compensare il rischio assunto dal contraente.
Chi stabilisce il valore del tasso? La quota viene decisa attraverso un meccanismo di asta online in cui chi dà denaro fissa il proprio obiettivo di rendimento e colloca la propria offerta, tenendo conto della rischiosità prevista per le varie tipologie di debitori. Per ridurre il rischio di insolvenza inolte, il sistema 'spalma' il credito erogato tra diversi soggetti creditori (30 o 50 a seconda della società intermediaria).
La possibilità di incontro tra la domanda di prestiti e l'offerta di denaro liquido rimane aperta 24 ore al giorno e i tempi per ottenere un prestito possono essere brevissimi (soprattutto se confrontati con la prassi bancaria).
I creditori non possono conoscere in nessun caso il nome dei debitori, ma nel loro profilo trovano i dettagli del progetto per il quale è richiesto il finanziamento. Si alimenta così l'aspetto 'emozionale' del social lending: le persone sono coscienti di come viene impiegato il loro denaro.

IN ITALIA: OPERATORI E NUMERI
Zopa, nata da un franchising con l'omonima società britannica, è stata la prima piattaforma ad avviare il servizio in Italia, nel 2008. Costretta a sospendere l'attività da Bankitalia, ha riaperto i battenti online nella primavera 2012, col nome di Smartika. Da qualche in Italia opera anche Prestiamoci, che ha appena lanciato online il proprio portale rinnovato. Prestiamoci coniuga il mondo della sharing economy tipico del web con le regole del sistema bancario. Investire nel vantaggioso mercato dei prestiti fra persone non è più caratteristica esclusiva delle banche, ma diventa così accessibile a tutti. Sono più di 450 i prestatori iscritti che hanno investito su Prestiamoci: sono stati erogati 360 prestiti per un totale di oltre 1,7 milioni di Euro. L’obiettivo è quello di ottenere un rendimento maggiore del 6% annuo per tutti i prestatori.