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Benzinai, confermato lo sciopero per il 4 e 5 agosto. Salva la giornata di venerdì 3

Distributori chiusi nel primo week end di agosto. Per i sindacati di categoria i petrolieri speculano e il governo resta a guardare. Intanto la verde si avvicina alla soglia dei 2 euro al litro, un paradossale "effetto rimbalzo" dopo gli sconti del weekend

Pubblicato il in Soldi

sciopero benzinai
I sindacati dei benzinai hanno confermato la chiusura delle pompe prevista sabato 4 e domenica 5 agosto, per protestare contro i tagli dell'industria petrolifera e i mancati interventi del governo.
La categoria ha invece rinunciato all'astensione dal lavoro inizialmente fissata anche per venerdì 3 agosto, dato che tale giornata rientra nei cosiddetti periodi di "franchigia" prevista per i servizi essenziali (scarica il calendario estivo per tutte le categorie).
Gli impianti dunque resteranno chiusi sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale dalle 24 di venerdì 3.
I gestori degli impianti di distribuzione hanno scelto il weekend più caldo dell'anno, con previsioni di traffico da "bollino nero", per proclamare la loro serrata, sia sulla rete stradale che autostradale.

Un'eventuale revoca dipenderà dall'esito dell'incontro fissato per oggi tra il ministero dello Sviluppo economico, l'Unione petrolifera e rappresentanti dei gestori, nel tentativo di evitare lo sciopero.

"Petrolieri approfittatori e governo inerte"

I gestori ci vanno giù pesante. Il loro bersaglio sono i petrolieri e il governo. I primi accusati di approfittare della confusione politica e della pesante crisi economica per regolare i conti e consolidare le proprie rendite. Il secondo perché resta a guardare e, “nonostante 14 diverse sollecitazioni formali e appelli di ogni tipo, si è sottratto a qualsiasi tipo di confronto ed è inerte di fronte alla violazione delle leggi in vigore. Compresa quella recentissima del decreto liberalizzazioni, rimasta per l'essenziale lettera morta", si legge in una nota congiunta del coordinamento delle organizzazioni di categoria.

I gestori denunciano che la norma che dovrebbe garantire ai consumatori e ai gestori la gratuità dei pagamenti con carte di credito e bancomat è tuttora inapplicata e le banche pretendono il pagamento delle commissioni minacciando, in caso contrario, la “disdetta del servizio”.

Prezzi in salita, rimbalzo dopo gli sconti del weekend

Intanto i prezzi alla pompa continuano a salire e i prezzi medi serviti sono oggi a 1,846 euro/litro per la benzina, 1,747 per il diesel e 0,746 per il Gpl.
 Sugli aumenti agiscono i rialzi delle quotazioni internazionali ma anche un paradossale effetto "rimbalzo" dopo i ribassi promozionali nel weekend sui prezzi self-service dei carburanti, che sta incidendo in maniera sempre più profonda sugli equilibri operativi della rete carburanti. Gli aumenti sulla benzina sono compresi tra 0,4 centesimi (TotalErg) e 1,1 centesimi (Eni), e sul gasolio tra 0,5 centesimi (Esso e Q8) e 2 centesimi (IP). Per Eni - la pioniera degli  sconti del weekend - si tratta del quarto rialzo nel giro di due settimane.