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Espulsione sociale per chi evade le tasse. Una proposta che fa discutere

Dipendenti e pensionati pagano il 78% dell'intero gettito fiscale, ma detengono il 30% della ricchezza nazionale. Com'è possibile rivoluzionare il rapporto fisco - cittadini? Francesco Delzìo lancia nel suo ultimo libro una proposta di rottura: l'espulsione sociale per gli evasori

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lotta di tasse
L'evasione fiscale è il vero problema strutturale del paese. La distribuzione del carico tributario grava in gran parte sulle spalle di lavoratori e pensionati, costretti a pagare circa l'80% del gettito fiscale, pur detenendo solo il 30% della ricchezza nazionale. Uno squilibrio, alimentato da un'evasione fiscale record, che non ha precedenti nei Paesi avanzati.
Un panorama esplosivo, in grado di rompere il patto sociale su cui si fonda lo Sato e di minare la sostenibilità del sistema produttivo.

Francesco Delzìo, manager e saggista, ha lanciato una proposta che fa discutere: isolare gli evasori "espellendoli" da ruoli di responsabilità nella società. Lo ha scritto nel nuovo libro "Lotta di Tasse. Idee e provocazioni per una giustizia fiscale" (Rubbettino). Lo abbiamo intervistato.

Lei sostiene che un nuovo atteggiamento si sta affermando tra gli italiani. Cita una ricerca realizzata da Mtv, nella quale i cosiddetti millennial (i giovani fra i 18 e i 25 anni) evidenziano l'onestà come valore fondamentale. E' sicuro? Alcuni indicatori in Rete - forum, blog, tweet - sembrano mostrare un astio contro le imposte immutato rispetto al passato.
Non sono d'accordo. Oltre alla citata ricerca di Mtv, ci sono altri segnali di quello che ho definito "sentimento nuevo". I blitz anti evasione a Cortina sono stati accolti molto positivamente, anzi secondo i sondaggi rappresentano l'azione più popolare del governo Monti. Altri sondaggi indicano chiaramente come non sono le tasse il problema, ma il livello intollerabile dell'evasione. Lo stesso Attilio Befera, il direttore dell'agenzia delle Entrate, ha segnalato un aumento della tax compliance, ovvero l'adesione spontanea al pagamento delle imposte. Insomma, le mie speranze circa un cambiamento culturale sono fondate.
 
Il tema dell'evasione fiscale vale circa 10 milioni di voti. A mio giudizio significa che nessun partito o coalizione farà qualcosa per cambiamenti strutturali. Anzi già circolano promesse come via l'Imu, via Equitalia.
Rispondo ribaltando il ragionamento. In Italia ci sono 40 milioni di lavoratori onesti che pagano le tasse. Ma chi li rappresenta oggi? In termini elettorali è una massa enorme di voti, di cittadini che accetterebbero di buon grado un politica anti-evasione.

Ora le proposte e faccio l’avvocato del diavolo, facendo seguire le possibili critiche.
La prima: sconto fiscale per chi denuncia condotte di evasione fiscale. Si direbbe, "un regime di delazione in grado di rompere la convivenza sociale".

Rispondo dicendo che questa in realtà è una provocazione, più che una proposta. E nasce da un'osservazione. La minaccia del carcere per chi evade non è un deterrente efficiente. Molto meglio puntare sull'espulsione sociale per chi fa soldi violando le regole. Peraltro, va segnalato che il bonus/delazione è vigente negli Stati Uniti.
 
Sospensione dell'attività o della professione, una volta accertato, per due volte consecutive, il mancato rilascio di fatture o scontrini. La critica: "una mossa in grado di mettere in ginocchio un'economia già in difficoltà a causa della crisi".
Critica debole, un'attività economica deve produrre ricchezza, per chi fa impresa, per chi lavora. In questo caso, chi evade si muove in senso esattamente contrario, sottraendo ricchezza e creando danni all'intero Paese.
 
Pubblicità online delle sanzioni applicate agli evasori. La critica: "si creerebbe un regime di gogna mediatica".
La black list delle sanzioni applicate è l'unico modo per sancire "l'espulsione" dell'evasore dal contesto sociale. Ma è altrettanto importante agire in positivo, premiando gli onesti: mi riferisco alla creazione di un "bollino blu" per i negozi, le attività, le professioni che si dimostrano in regola con il fisco. L'onestà come strumento di marketing, in grado di influenzare i consumatori aiutandoli a scegliere chi rispetta le regole.
 
Sospensione dei servizi di welfare erogati dalla Stato per gli evasori, a esclusione della Sanità. La critica: "si violano i diritti fondamentali della Costituzione"
Ho escluso i trattamenti sanitari, che appunto sono tutelati dalla Costituzione come diritto universale. Ma per tutti gli altri servizi di welfare, va considerato che chi evade si sottrae al "patto sociale" che regola la nostra convivenza civile. Dunque nei casi di evasione ripetuta e acclarata, perché l'evasore può beneficiare dei servizi pagati dagli altri? Chi non è in regola può accedere al welfare solo se paga i servizi, come lo fanno i cittadini onesti con le tasse.
 
Infine un giudizio sul governo Monti sull'impegno contro l'evasione.
L'esecutivo dei tecnici ha introdotto due misure potenzialmente molto efficaci: il limite alla circolazione del contante e l'accessibilità della Guardia di Finanza ai conti correnti bancari. Due misure giuste. Ma ancora insufficienti, perché manca una strategia di fondo. Che deve partire, lo ripeto, dall'espulsione sociale dell'evasore.