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Eredità digitale: dai notai 10 consigli per gestire al meglio la successione di pin e password

A chi lascio le mie password? Chi curerà la mia immagine digitale quando non ci sarò più. I consigli per la successione di un valore immateriale ma sempre più importante

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Non solo case o auto, gioielli o depositi bancari. Nell'era digitale la ricchezza si "smaterializza" e acquistano sempre più valore "cose" come gli archivi digitali, i contatti sui social network, e la reputazione online. E come tutti i beni, prima o poi dovremo lasciarli a qualcuno. Ma come si gestisce l'eredità digitale? Organizzare al meglio la successione di pin e password così come di tutta la gestione della propria e-identity è importante. Per non lasciare grane, anche grosse, agli eredi e tutelare anche post mortem la propria reputazione e il proprio "valore" online.

Il Consiglio nazionale del Notariato, che riunisce tutti i notai italiani, ha appena pubblicato un decalogo per districarsi nella complessità della materia. Che parte dal fatto che in Italia non esistono ancora regole precise sull'eredita digitale. Per fare da sé, ecco le dritte giuste.

Dieci consigli per il testamento digitale

1. Il quadro giuridico è incerto. In Italia non esiste una legislazione specifica e non è detto che venga approvata in futuro. Anche negli USA solo 5 stati su 50 hanno regole in materia e neppure troppo chiare. Non contate insomma sul fatto che la legge provvederà per voi.

2. La rete non ha confini. I servizi online utilizzati hanno sede in Italia? Con buona probabilità no. Questo vale soprattutto per i social network, gli archivi digitali remoti e spesso anche i servizi email. Se non provvedete per tempo, recuperare i dati potrebbe comportare per i vostri eredi costose controversie internazionali.

3. L'identità digitale ci sopravvive. Alcuni servizi online prevedono che in caso di morte tutti i dati vengano distrutti. Forse proprio quello che desiderate, ma attenzione, non è una regola assoluta: alcuni giudici americani hanno ordinato la consegna dei dati agli eredi.

4. Scegliere l'esecutore testamentario "digitale". Affidate a una persona di fiducia le vostre credenziali d’accesso (ad esempio username e password) con istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso: distruggere i dati in tutto o in parte, o consegnarli a soggetti indicati da voi. Si chiama mandato post mortem ed è ammesso dal nostro diritto. Se cambiate le password, come è buona regola di sicurezza, ricordate di aggiornare le istruzioni.

5. Come forzare le casseforti digitali. Se una volta i documenti venivano conservati in cassaforte e per recuperarli, in mancanza delle chiavi, serviva un fabbro, oggi per recuperare i dati conservati in computer, tablet, smartphone, ecc., in mancanza delle password, ci si può rivolgere a servizi specializzati che possono tentare di violare le protezioni e accedere ai dati. Ma questo tipo di servizi è molto costoso. Per un riguardo verso gli eredi è meglio dunque affidare questi dati a una persona di fiducia.

6. Attenti alle clausole di successione sui siti. Alcuni siti web promettono, in caso di morte, di recapitare le password alle persone da voi indicate. Negli Stati Uniti è capitato che alcuni di essi siano stati chiusi improvvisamente, ad esempio mywebwill.com. Se scegliete di usare questi servizi quindi prestate molta attenzione all’affidabilità sul lungo termine.

7. Due cuori e una password? Condividere la password con il proprio partner non sembra essere una buona idea, in genere.

8. Attenzione ai conti correnti online. Affidarne la password a qualcuno non significa lasciargli in caso di morte il denaro che vi è depositato. Un conto online non è altro che l’estensione virtuale di un conto reale. Quindi, per esempio, in una coppia di fatto (non sposata) e senza figli, se manca un testamento, saranno comunque genitori, fratelli e sorelle a ereditare la giacenza sul conto.

9. Distinguere i dati altrui. Attenzione anche ai dati nella disponibilità del defunto, ma che appartengono a terzi, come datori di lavoro o clienti: di regola vanno loro restituiti.

10. Il notaio ti dà una mano. I notai italiani si occupano di eredità digitale dal 2007. In caso di dubbio, è meglio affidarsi a un professionista col quale potrete trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze anche "digitali".