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In arrivo la scadenza per la consegna del CUD 2014

Il 28 febbraio termine ultimo per la certificazione unica dei redditi da lavoro e da pensione

Pubblicato il in Tasse

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La lunga stagione delle dichiarazioni dei redditi inizia il 28 febbraio. Entro quella data i lavoratori dipendenti riceveranno dal loro datore il modello Cud (scarica il pdf). Più che di una dichiarazione (del lavoratore-contribuente) si tratta di una certificazione (del datore-sostituto d'imposta) delle somme erogate e delle relative ritenute fiscali effettuate. Il modello viene consegnato generalmente in formato cartaceo ma può essere trasmesso anche in formato elettronico purché sia stampabile e utilizzabile per i successivi adempimenti.

E' proprio questo il punto di interesse per i lavoratori: se spesso il Cud è la "base" per le loro successive dichiarazioni (modello 730 o Unico), ci sono casi in cui il contribuente non deve fare altro e i suoi obblighi verso il fisco sono a carico per intero del datore di lavoro.

Il Cud è per l'appunto la certificazione per il contribuente di una serie di dati fiscali e previdenziali:

  i redditi di lavoro dipendente o assimilati (ad esempio i compensi di soci di cooperative o dei sacerdoti) e  di pensione corrisposti nell’anno precedente e assoggettati a tassazione;
  le relative ritenute di acconto effettuate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e versate al fisco;
  le detrazioni effettuate;
  i dati previdenziali e assistenziali del lavoratore e l’importo dei contributi a carico del lavoratore versati o dovuti all’Inps e all’Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici).

Quando basta il Cud

Se il contribuente non ha percepito altri redditi che devono essere assoggettati a tassazione (per esempio, compensi per collaborazioni o redditi da locazione sottoposti a tassazione ordinaria) non è obbligato a presentare altre dichiarazioni. Questo sempre a condizione che il datore di lavoro abbia eseguito correttamente il conguaglio delle imposte.

In questi casi però la successiva dichiarazione dei redditi, pur non obbligatoria, può essere conveniente per il contribuente. Serve infatti a portare in deduzione o detrazione alcune spese sostenute. E' il caso, per esempio, delle spese mediche, degli interessi sui mutui, delle spese per le ristrutturazioni ecc.

In questo caso il contribuente ottiene un credito d'imposta (dal momento che il datore ha già effettuato le trattenute sul reddito da lavoro senza considerare questi sgravi) che può compensare con altri debiti o riscuotere direttamente con una successiva busta paga se utilizza il modello 730.

8 e 5 per mille

Anche se il contribuente non presenta una dichiarazione dei redditi può comunque esprimere la propria scelta, utilizzando l’apposita scheda allegata al Cud, per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille delle sue imposte rispettivamente allo Stato o a una istituzione religiosa, oppure ad associazioni non profit, enti di ricerca scientifica, associazioni sportive dilettantistiche e comuni.

 Cos'è Il Cud è la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e di pensione che il datore di lavoro o l’ente previdenziale rilasciano ai propri dipendenti o pensionati.
 Cosa
 contiene 

• I redditi di lavoro dipendente o assimilati (ad esempio i compensi di soci di  cooperative o dei sacerdoti) e di pensione corrisposti nell’anno precedente e assoggettati a tassazione (a titolo di imposta o soggetti a tassazione separata).
• Le relative ritenute di acconto effettuate dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico e versate al fisco.
• Le detrazioni effettuate (ad per lavoro dipendente, per carichi di famiglia o canoni di locazione).
• I dati previdenziali e assistenziali del lavoratore e l’importo dei contributi a carico del lavoratore versati o dovuti all’Inps e all’ex-Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici).

 Cosa
 non
 contiene
• I redditi esenti: i datori/enti non sono obbligati a indicare nel Cud i redditi da loro corrisposti che non incidono sulle imposte dovute dal contribuente (nuova annotazione BQ).
• Le spese deducibili o detraibili di cui il datore/ente non può essere al corrente (es. spese mediche o per la ristrutturazione della casa).
 Quando va
 consegnato 
Il Cud deve essere entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati corrisposti i redditi o, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente.
 Come va
 consegnato
Il datore/ente di lavoro deve consegnare il Cud in duplice copia in forma cartacea o in formato elettronico a patto che il destinatario abbia gli strumenti necessari per ricevere e stamparlo (può essere consegnato solo su carta al dipendente che ha cessato il rapporto di lavoro o agli eredi).
 Quando
 basta
 il Cud
Se il contribuente non ha percepito altri redditi che devono essere assoggettati a tassazione (per esempio, compensi per collaborazioni o redditi da locazione) non è obbligato a presentare altre dichiarazioni. Questo sempre a condizione che il datore di lavoro abbia eseguito correttamente il conguaglio delle imposte.
 Quando
 conviene
 il 730/Unico
In alcuni casi però la successiva dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico), pur non obbligatoria, può essere conveniente per il contribuente. Serve infatti a portare in deduzione o detrazione alcune spese sostenute. E' il caso, per l'appunto, di quegli oneri che possono essere sottratti alla base imponibile (es. donazioni o assegni all'ex coniuge) o dall'imposta da pagare (es. interessi sui mutui, spese sanitarie, rette scolastiche, ristrutturazioni edilizie).
 8 e 5
 per mille
Il contribuente che non presenta ulteriori dichiarazioni può esprimere la propria scelta per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille utilizzando l’apposita scheda allegata al Cud.