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Usura, come si calcola il tasso

Novità per la rilevazione del tasso medio su cui calcolare la soglia d'usura. Vanno compresi tutti i costi aggiuntivi. Come nel Taeg

Pubblicato il in Soldi

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Chiunque abbia mai chiesto un mutuo o un finanziamento di qualche genere sa (o dovrebbe sapere) che occorre sempre stare attenti ai costi occulti. Sono quegli importi che si nascondono nelle pieghe del contratto (o dietro le sirene pubblicitarie del "tasso zero") e che possono appesantire di molto il costo finale del prestito. Fino a farlo scivolare nell'usura.

 

Per questo motivo la Banca d'Italia ha pubblicato di recente le nuove istruzioni, rivolte a banche e intermediari finanziari, per la rilevazione dei tassi medi. Un parametro che serve per calcolare il tasso d'usura: si considera usuraio il tasso che supera del 50% quello medio applicato per una determinata operazione.

 

L'usura alla fine del 2009
Per il quarto trimestre 2009, per esempio, questo è il tasso di usura per alcune operazioni:

-  mutui a tasso variabile: tasso medio 3,25% – tasso d'usura 4,875%,

-  mutui a tasso fisso: tasso medio 5,19% – tasso d'usura 7,785%,

- crediti personali e altri finanziamenti effettuati dalle banche (di qualsiasi importo): tasso medio 9,77% – tasso d'usura 14,655%,

- finanziamenti effettuati da intermediari non bancari fino a 5.000 euro: tasso medio 14,40% – tasso d'usura 21,60%,

- finanziamenti effettuati da intermediari non bancari oltre i 5.000 euro: tasso medio 10,94% – tasso d'usura 16,41%.

 

Portare alla luce i costi occulti
Ma oltre alla consueta rilevazione trimestrale Bankitalia ha dettato nuove regole per il calcolo del tasso complessivo che prendono in considerazione non solo la percentuale di interesse ma anche i costi "collaterali", cioè tutte le spese sostenute per il finanziamento. In pratica nel calcolo del tasso medio devono essere compresi anche i seguenti costi:

- istruttoria e revisione del finanziamento,
- chiusura della pratica o liquidazione degli interessi,
- incasso della rata e trattenuta dello stipendio o della pensione,
- mediazione,
- assicurazione obbligatoria,
- perizie,
- postali e di custodia,
- oneri sul "rosso" del conto corrente (es. commissione di massimo scoperto).

Il nuovo tasso medio ricalca dunque il Taeg (cioè il tasso effettivo globale). Un passo avanti significativo nella tutela dei consumatori e di chi è costretto a ricorrere a un mutuo per comprare casa.

Resta un'unica perplessità: con un costo del denaro al minimo storico (1%) è legittimo un tasso "medio" su un prestito personale che supera il 14%? (A.D.M.)