Bollette, il nuovo gestore non può richiedere i pagamenti arretrati. Una sentenza salva-furbi

in Soldi

Un vero salvacondotto per i furbi e un incentivo al "turismo energetico". Non è certo questa l'intenzione della sentenza del Tar della Lombardia sul recupero delle bollette non pagate al vecchio gestore elettrico da parte del nuovo gestore. Ma rischia di esserne l'effetto.

Il tribunale amministrativo ha dichiarato illegittima la voce "C-Mor" (che sta per "cliente moroso") sulle bollette della luce. Più che un "marchio d'infamia" è un importo corrispondente alle bollette non pagate al gestore precedente e che l'azienda fornitrice che subentra è tenuta a chiedere al suo nuovo cliente.

Come funziona il sistema anti-furbi

Il ruolo di esattore conto terzi è stato attribuito alle compagnie energetiche da una delibera dell'Aeeg (l'Autorità per l'energia elettrica e il gas) del 2009 che introduceva il "Sistema indennitario" (Sind), uno strumento per contrastare il fenomeno, purtroppo sempre più diffuso, del cosiddetto "turismo energetico" o "switching". In pratica il trucco con cui alcuni utenti, approfittando della facilità di cambiare gestore grazie alla liberalizzazione del mercato dell'energia, saltano da un fornitore all'altro lasciando una "coda" di bollette non pagate.

Prima del Sind le aziende non avevano modo di difendersi da questa pratica scorretta: non potevano tagliare la fornitura perché nel frattempo il cliente era migrato verso altri gestori e non avevano nessuna convenienza a ricorrere alle vie legali per il recupero del loro credito per via degli modesti importi rispetto ai costi giudiziari. Tuttavia, sommando i "buchi" lasciati dai diversi furbi, il danno economico per la compagnia poteva anche essere consistente.

La voce C-Mor introdotta dall'Aeeg sulle fatture dell'elettricità rappresenta appunto l'ammontare dei debiti del cliente verso il gestore precedente che il nuovo gestore è tenuto a riscuotere, pena l'interruzione della fornitura (anche se il cliente paga regolarmente i nuovu consumi, come di solito accade inizialmente).

Stop al C-Mor, è un'invasione di campo

Ma un'azienda fornitrice (Edison) si è ribellata al ruolo di esattore per i pesanti costi gestionali che questa attività comporta (a beneficio di altre aziende) con l'argomentazione secondo cui la delibera dell'Aeeg invade il campo dell'autonoma contrattuale (e della conseguente responabilità) tra soggetti privati (l'azienda e il cliente) in un mercato liberalizzato. Insomma l'Autorithy dell'energia si è spinta oltre le sue competenze. E il Tar, pur consapevole dei rischi della sua decisione, ha dovuto darle ragione. (A.D.M.)