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La Service tax si fa in due: Tari e Tasi. Le novità del decreto e i costi

Il decreto Imu è in vigore. Le novità introdotte: gli aumenti previsti in caso di gettito insufficiente, i ritocchi sulle assicurazioni, seconde case, capannoni, Comuni. Tari e Tasi, le due anime della nuova service tax

Pubblicato il in Tasse

Con la firma del Capo dello Stato e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto Imu (ma anche Cig ed esodati) è legge.
Nel testo ci sono, accanto alle conferme di quanto già emerso dopo il Consiglio dei ministri del 28 agosto, alcune novità dell'ultima ora. Vediamo le più importanti

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA
Tra queste, l'articolo 15 prevede una clausola di sicurezza in caso di insufficiente copertura finanziaria. Il Governo ha voluto mettere le mani avanti e, nella fattispecie, stabilisce che se non sarà raggiunta la copertura prevista con l'extragettito Iva sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione (previsti circa 1 miliardo) e con la sanatoria sulle slot machine (600 milioni)... aumenteranno gli acconti Ires, Irap e le accise.


ASSICURAZIONI
Oltre alla "clausola di salvaguardia" nel decreto ci sono, accanto alle conferme, alcune novità dell'ultima ora.
Tra le nuove misure introdotte, vi è il 'ritocco' degli sconti fiscali per le polizze vita. L'obiettivo è di recuperare oltre 400 milioni dimezzando il tetto massimo di detraibilità dei premi, che passa dagli attuali 1.291,14 euro a 630 euro per il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013 e, successivamente, riducendo l'importo a 230 euro a decorrere dal periodo d'imposta 2014. Sono compresi i premi vita e infortuni stipulati o rinnovati entro il periodo d'imposta 2000.

SECONDE CASE E CAPANNONI
Nella versione definitiva del decreto Imu è scomparsa anche una notizia che aveva in precedenza fatto tremare i proprietari di 'seconde case': il ritorno dell'Irpef sulle seconde case sfitte.  Ma mentre salta il ripristino dell'imponibilità sui redditi per le seconde case non abitate, una nuova notizia preoccuopa le imprese: slitta anche la deduzione per i capannoni industriali e gli immobili strettamente connessi all’attività, anche se il Governo si è impegnato a ripristinare la deducibilità con la Legge di Stabilità.

COMUNI

Una boccata d'ossigeno per i Comuni delle regioni a Statuto Ordinario, per i quali si prevede una compensazione per il minor gettito Imu da 2,3 miliardi nel 2013 e la possibilità di presentare i bilanci a novembre invece che settembre. Alla voce 'compensazione comuni' sono dunque escluse le Regioni a Statuto speciale, tranne Sicilia e Sardegna. Trentino, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Val d'Aosta risulterebbero dunque escluse dai benefici. 
 

TARI e TASI
Ma la vera incognita che preoccupa cittadini e imprese riguarda ciò che nascerà sulle ceneri dell'imu: la cosiddetta service tax.
Solo per i rifiuti, per i capannoni industriali, calcola la Cgia di Mestre, si prospettano aumenti fino a 1.133 euro con aumenti pesanti anche sui negozi (+98 euro) e sulle abitazioni (+73 euro).
La nuova service tax sarà "costituita da due componenti, rifiuti e servizi indivisibili" (polizia municipale, illuminazione, arredo urbano, giardini pubblicI) così articolate:

- La prima componente (TARI), spiega Il Sole 24 Ore "sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, commisurate alla superficie, saranno parametrate dal Comune con ampia flessibilità, ma comunque nel rispetto del principio comunitario "chi inquina paga" e in misura tale da garantire la copertura integrale del servizio".

- La seconda componente (TASI), si legge sempre sul quotidiano di Confindustria "sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell'immobile) che dell'occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali)."
I Comuni avranno buoni margini di manovra nell'ambito dei limiti fissati dalla legge statale e pofranno intervenire su una leva determinante del definire il carico di imposta sui cittadini.
"Nei piani del Governo, - ancora da Il Sole - la Tasi avrà un’aliquota base dello 0,3 per mille calcolato sul valore catastale (o di 30 centesimi al metro quadrato), ma potrà essere aumentata dai Comuni fino a a un livello tale da incassare – al limite – la stessa somma che sarebbe entrata nelle casse locali portando l’Imu sulla prima casa ad aliquota massima (6 per mille)". Se le città italiane decidessero di recuperare con la Tasi lo stesso gettito ottenuto dall’Imu prima casa nel 2012, il nuovo tributo arriverebbe a 84,40 euro per immobile, e salirebbe a 181,60 euro se tutte le prime case fossero esentate. E le cifre diventerebbero ancora più alte se i sindaci si allineassero in massa al livello massimo. Ma i tecnici di Palazzo Chigi e dell’Economia sono al lavoro per mettere a punto un meccanismo che scongiuri ulteriori rincari”.