Spesometro-day, i dati vanno al Fisco: importi e spese controllate

in Tasse

Scade oggi il secondo appuntamento con lo "spesometro" (ovvero, il nuovo modello di comunicazione polivalente), lo strumento antievasione che valuta il tenore di vita dei contribuenti - e quindi il loro ipotetico reddito - sulla base delle spese che effettuano.
Automobili, gioielli, barche, beni di lusso e arredi. 'Chi acquista cosa' non sarà più un segreto e sele spese non saranno congrue con quanto l'acquirente dichiara alle Entrate, il Fisco chiedeà spiegazioni in merito.

I dati che  finiranno nel cervellone del Fisco attraverso lo spesometro rappresenteranno il patrimonio di informazioni a disposizione del nuovo redditometro. La valanga di informazioni che confluiranno verranno confrontate tramite uno speciale algoritmo informatico con il tenore economico dichiarato dal contribuente e in caso di incongruenza partirà l'accertamento.
 

FUNZIONAMENTO E SCADENZE
Il meccanismo è elementare: per tutti gli acquisti di importo superiore ai 3.600 euro (Iva compresa) i clienti dovranno fornire i propri dati anagrafici e il codice fiscale al rivenditore (l’obbligo di comunicazione riguarda tutti i soggetti in regime di Iva), il quale dovrà poi trasmetterli al fisco in base a determinate scadenze.
Toccherà prima ai contribuenti che effettuano la liquidazione Iva mensile, con scadenza il 10 aprile.
Per tutti gli altri, invece, che svolgano gli adempimenti relativi all’imposta ogni 90 giorni, il termine scatta il 22 aprile.
 

GLI ADEMPIMENTI
La soglia dei 3.600 euro vale per gli acquisti fatti da privati, per i quali cioè viene rilasciato lo scontrino fiscale o la ricevuta e non sussiste l'obbligo di fattura. Quindi, per esempio, spese per arredamenti, oggetti di lusso (per esempio quadri o gioielli) ma anche viaggi e vacanze.
Per l'emissioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali c’è obbligo di emissione della fattura, la comunicazione è d'obbligo, indipendentemente dall’importo.
Un documento della rivista telematica dell'Agenzia delle Entrate precisa elenca altri casi in cui è necessario utilizzare il nuovo modello di comunicazione polivalente

 
- per gli acquisti di beni e servizi legati al turismo, di importo pari o superiore a 1.000 euro, effettuati da persone fisiche non residenti e di cittadinanza diversa da quella italiana e, comunque, diversa da quella di uno Paesi dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo;
- a decorrere dalle operazioni relative al 2012, dagli operatori che svolgono attività di leasing finanziario e operativo, di locazione e/o di noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto, nei termini e con le modalità previste dallo spesometro (la modalità è alternativa al tracciato record allegato al provvedimento del 21 novembre 2011);
- a partire dalle operazioni annotate dall’1 ottobre 2013, per gli acquisti da operatori economici di San Marino (la comunicazione va effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione);
- a partire da quelle effettuate dall’1 ottobre 2013, per le operazioni con soggetti residenti, domiciliati o con sede in uno Stato o territorio a regime fiscale privilegiato, rispettando i termini indicati nell’articolo 3 del Dm 30 marzo 2010.


LE ESCLUSIONI
Non è tenuto alla comunicazione dei dati rilevanti chi si avvale del regime dei minimi (articolo 1, commi 96-117, legge 244/2007) o dei “nuovi minimi” (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011). Sono esclusi dall’obbligo, inoltre Stato, Regioni, Province e Comuni per le operazioni effettuate e ricevute nell’ambito di attività istituzionali.
Riguardo le operazioni, non vanno comunicate: le importazioni, le esportazioni, le operazioni intracomunitarie, le operazioni che sono già oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria.