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Pensioni "in quota", si sale fino al 2013

Si arriva a quota 97. Come calcolare l'età pensionabile per i prossimi 3 anni

Pubblicato il in Lavoro

quote pensione
La pensione "a punti". Potrebbe essere definito così il nuovo meccanismo per il raggiungimento dell'età pensionabile. Si tratta di un sistema che combina due fattori, gli anni di contribuzione e l'età anagrafica, la cui somma dà appunto un punteggio o, più tecnicamente, una quota. Introdotto dalla legge 247/2007 ("legge Damiano"), il meccanismo  ha preso il via l'anno scorso e continuerà ad agire fino al 2013, anno in cui verrà raggiunta la quota massima.

In base alle nuove norme si può andare in pensione solo se la somma dell'età anagrafica con quella lavorativa (in termini di anni di contributi versati) dà un risultato che va dall'iniziale 95 (al 1° luglio 2009) al finale 97 (al 1° gennaio 2013). Negli anni precedenti erano sufficienti 58 anni di età e 35 di contributi.

Il sistema prevede però un età anagrafica minima, cioè non è comunque possibile andare in pensione al di sotto di una certa età (salvo nel caso si siano accumulati 40 anni di contributi). Dal 2015 entrerà tuttavia in vigore un ulteriore aumento dell'età pensionabile legato all'aumento delle aspettative di vita.

Ecco la tabella delle quote attualmente in vigore:

Anno
Quota
(età anagrafica + anzianità contributiva)

Età anagrafica minima
dal 1.7.2009
95
59 anni
dal 1.1.2010
95
59 anni
dal 1.1.201196
60 anni
dal 1.1.201296
60 anni
dal 1.1.201397
61 anni

L’altra novità che ha preso il via a gennaio riguarda i nuovi coefficienti di trasformazione, cioè quei parametri che vengono utilizzati per calcolare il valore della pensione. Un altro fattore che taglierà il valore del nostro assegno finale. (A.D.M.)